Il nuovo millennio avrebbe dovuto sancire la vittoria definitiva del Progresso, inaugurando l’ Età dell’ emancipazione e della liberazione. La Scienza e la Tecnica avrebbero dovuto renderci tutto facile e divertente. La Crescita economica avrebbe consentito a tutti una vita ricca e felice. Per non parlare dei meccanismi perfetti della Democrazia, che avrebbe finalmente realizzato la Giustizia garantendo la Libertà !
Tutto questo purtroppo – o per fortuna, come direbbe Giorgio Gaber – non si è visto.
Invece di progredire, siamo tornati indietro. Nei diritti, nel benessere, nella cultura, nei rapporti sociali come nel modo di vivere quotidiano.
I lavoratori, che più di tutti fondavano le loro speranze sul progresso, pagano oggi il prezzo più alto a quella illusione. Altro che miglioramento della qualità della vita! I lavoratori oggi sono la feccia della società: rigidi, esuberanti, privilegiati, fannulloni incapaci di adeguarsi alle esigenze del sistema… E allora tanto vale trattarli come cani: stringere il cappio, bastonarli per tenerli in soggezione, gettargli un pezzo di pane, giusto per non farli crepare, liberarsene quando non servono più, colpevolizzandoli pure per quella misera pensione, come se la rubassero ai loro figli.
Essere un lavoratore dipendente,oggi, condanna a un doppio sfruttamento, a una doppia schiavitù, perché oltre a subire la violenza e l’alienazione delle condizioni di lavoro, egli deve al tempo stesso essere un consumatore, cioè colui che subisce la violenza e l’alienazione di un modo di vita basato sull’inquinamento, sulla nocività, sullo stress e sull’ imbarbarimento delle relazioni umane e sociali.
Da una parte lavorare come schiavi, dall’ altra consumare come idioti!
A questo punto il cerchio si chiude, il sistema è perfetto, saranno le vittime stesse ad invocare maggior sofferenza: lavorare di più, produrre di più, consumare di più!!!
Ma la Crescita, invocata allo stesso modo da banchieri, industriali, sindacalisti, politici, lavoratori e consumatori è proprio il virus che distrugge gli esseri umani. Producendo miseria, ingiustizia, stress, inquinamento, follia, autodistruzione.
Che fare allora? Difendere le fabbriche di armi in nome dell’ occupazione? Chiedere l’aumento di salario per comprare più schifezze? Sostituire i partiti di Governo con quelli di Opposizione o crearne di nuovi, per dare da mangiare a tutti? Affidarsi ai tecnocrati, nell’ illusione che la Ricerca fornisca le soluzioni anziché inventare i problemi? Asservirci ai nuovi dogmi del fanatismo laico, inneggiando alla buona morte visto che non si riesce ad avere una vita decente?
Ci vorrebbe una “cosa” che difenda l’interesse di tutti, in quanto esseri umani. Non un partito, che per sua natura divide, piuttosto qualcosa come un sindacato, che unisce. Ma un sindacato senza dirigenti e funzionari prezzolati, senza tessere e fondi da gestire, che non faccia accordi col potere e col profitto. Un Sindacato Umano per la difesa della Specie.